San Francisco 1.0

10 12 2008

Se proprio dovete cambiare aereoporto a londra, cioè avete la necessità di passare da Gatwich ad Heatrow, usate il bus- il sottoscritto invece si è imbarcato in una corsa a perdifiato tra treni metrò e tutto ciò che è possibile incontrare, arrivando con i canonici 5 minuti prima che chiudesse il check-in. Prima di iniziare già disteso a terra a riprendere fiato (dovevate vedermi correre come Bolt su e giù per il Terminal 5).

La tratta lunga fino a San Francisco è stata una delizia tra sonnecchiose chiaccherate e lunghe ronfate, mi son trovato catapultato all’immigrazione dell’aereoporto, stranemente veloce e cortese- divento sospettoso.

Il mio compagno di viaggio Oinstein, ricercatore norvegese, mi abbandona una fermata di metro prima della mia ed eccomi dunque solo soletto a trascinare il mio borsone su per montgomery street, ricchissima via di una ricchissima città. Trascina e trascina mi inoltro in chinatown ne sento l’odore prima di qualsiasi cosa ne conto gli innumerevoli ristorantini e guardo gli occhi delle persone che incrocio- sensazione strana,elettrizzante. L’ostello pare essre nel core del quartiere immerso tra localini alla Larry Flint e porno shops, qualche pizza a tranci, una via titolata a kerouac, una libreria hippy con in vetrina naked lunch esotto  un barbone abbandonato, faccio il primo errore e gli lascio qualche monetina non capendo assolutamente quanto, troppo, sicuramente, vabbè.

Ostello versione mi-piacerebbe-essere-hippy-ma-non-ci-riesco-molto-bene è più sporco di quello che immaginavo e le persone meno cordiali, sa, quando ci si abitua troppo al via vai di gente alle volte capita di non guardarle negli occhi.

Questa riflessione nasce dal vedere per strada tutti individui con le cuffiette, tutti individui con il caffè in mano, tutti individui con la bicicletta a spalla, insomma molto individui..  che poi penso (per oggi secondo giorno) è un pò lo spirito americano, cioè quello che “fa grande questo paese”, e a me fa riflettere. Insomma, lo so che ragiono solo per contrasti ma non posso che non evocare le piazzette di tutta europa dove la gente camminando si parla si conosce, eliminate i luoghi sociali e avrete una perfetta urbe americana. Nulla di male in fondo.

Ma che negozi con merci da sogno, il demone dello shopping si impossessa di me e mi lascio cullare per i megastore ad ammirare i cofanetti dvd di Mizoguchi e Mario Bava, vestiti libri e tutto quello che uno o una possono immaginare. Lussurioso.

Non è facilissimo incrociare quattro chiacchere e allora nel frattempo che qualcuno cada nella mia rete mi leggo con vero piacere un bel libro di Wallace(consider the lobster), morto suicida qualche settimana fa, sui tic del capitale a stelle e strisce, leggo una dura e lucida analisi dell’industria pornografica fino a quando nella hall dell’ostello un topolino non decide di salirmi sul piede. Meglio uscire a fare due passi, i grattaceli sono come alberi da natale, ne seguirò le luci come in una deriva “psico-geografica”, pronto a perdermi e a trovarmi. Un bacio a tutti.  (soundtrack: massive attack -no protection)


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Una risposta

10 12 2008
Albert

hoilà! bella Luca! allordunque sei arrivato? :D Olga mi ha spiegato un pò dei tuoi tracchiggi fra USA e Canada per la scuola di lingua…
oh io sto lavorando sodo per ora, così da poterti venire a trovare un giorno! ma vai tranqui che tanto non sarà presto ;)
see you soon!
Freddy

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